Per i prodotti vernicianti per esterno si fa riferimento alla Norma UNI EN 1062-1. È la norma di base per le pitture e i sistemi (“cicli”) di verniciatura di opere murarie o di calcestruzzo all’esterno: vale per tutti tipi di pittura, organici o inorganici, all’acqua o ai solventi organici.
Stabilisce un criterio per la loro classificazione in base alle caratteristiche più significative. I loro valori sono da riportare con espressioni tipo “alta - media - bassa”, oppure “Classe 1 - Classe 2 …”, che ne permettono una classificazione chiara, comprensibile e soprattutto corretta: infatti modeste differenze nei valori numerici spesso non hanno significato pratico.
Le prime caratteristiche citate sono quelle generali: l’impiego finale, la natura chimica e fisica del legante. Quindi lo spessore, da calcolare in base al consumo per unità di superficie; poi la granulometria e il grado di brillantezza, che hanno rilevanza prevalentemente estetica, e per le quali già sono disponibili metodi di misurazione secondo norme internazionali. Segue una serie di caratteristiche più funzionali. Per la loro misurazione sono state pubblicate norme EN, che unificano le numerose norme nazionali.
La norma specifica un metodo per la determinazione della permeabilità al vapore di pitture, vernici e prodotti affini, utilizzando il metodo della capsula e sfruttando la differenza di pressione di vapore tra campione e ambiente circostante. La classificazione, prevista dalla Norma UNI EN 1062-1, è attribuita valutando il peso del vapore acqueo che diffonde attraverso il rivestimento, espresso in grammi al metro quadro per giorno (grado di trasmissione del vapore acqueo, V), oppure in termini di sD (m), ossia lo spessore dello strato d’aria equivalente. Il metodo è applicabile sia per pitture libere sia per prodotti applicati su supporti porosi e integra quanto previsto dalla Norma ISO 12572.
La norma specifica un metodo per la determinazione della permeabilità all’acqua liquida, intesa come assorbimento d’acqua per risalita capillare. È indicata per pitture applicabili su supporti porosi quali mattoni, calcestruzzo e intonaci.
È utile valutare congiuntamente le due prestazioni di permeabilità al vapore e permeabilità all’acqua, poiché entrambe contribuiscono al mantenimento di una muratura asciutta: da un lato limitando l’ingresso di acqua, dall’altro consentendone il rapido smaltimento sotto forma di vapore.
Tali prestazioni rivestono notevole importanza anche in un’ottica di durabilità, poiché l’acqua presente nella muratura rappresenta una delle principali cause di degrado. In funzione del tipo di legante presente nella pittura, è possibile avvicinarsi alla condizione ideale di rivestimento caratterizzato da bassa permeabilità all’acqua e alta permeabilità al vapore.
Tra le due caratteristiche, generalmente la più rilevante è la permeabilità all’acqua: sono noti i danni che l’acqua può provocare penetrando nella struttura muraria o anche solo nell’intonaco. Una pittura con bassa permeabilità all’acqua può ridurre significativamente tali fenomeni.
La permeabilità al vapore diventa invece determinante quando nell’opera muraria è già presente acqua, sotto forma di acqua di costruzione, umidità di risalita o infiltrazioni non eliminabili.
La norma descrive due metodi per la determinazione della permeabilità all’anidride carbonica (CO₂), caratteristica particolarmente rilevante per le pitture destinate a supporti in cemento e calcestruzzo armato.
Il cemento presenta un’elevata alcalinità, condizione che protegge il tondino d’armatura dalla corrosione grazie a un effetto passivante. Tuttavia, le sostanze alcaline tendono ad assorbire l’anidride carbonica presente nell’aria, che ne provoca la progressiva neutralizzazione (processo di carbonatazione).
In seguito alla perdita di alcalinità, la corrosione del tondino diventa possibile, con conseguente formazione di ruggine, aumento di volume dell’armatura, comparsa di fessurazioni, distacco del copriferro e, nei casi più gravi, indebolimento strutturale dell’opera.
La norma misura la resistenza a screpolature di ampiezza compresa tra 100 e 2.000 µm, a temperature variabili tra +10 °C e -20 °C. La screpolatura non rappresenta soltanto un aspetto estetico, ma costituisce una via preferenziale di penetrazione per acqua e umidità. Studi recenti hanno evidenziato che la principale causa di umidità è la formazione di condensa, più ancora della pioggia battente, in stretta correlazione con il clima locale e le condizioni termo-igrometriche dell’ambiente.